Fiabe, la migliore lettura per i bambini

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La lettura condivisa è un’abitudine molto preziosa per la crescita dei bambini: un bimbo che riceve letture quotidiane avrà un vocabolario più ricco, migliore capacità di esprimersi, più immaginazione e curiosità verso il mondo. 

Ma che cosa dovremmo leggere con i bambini? Le fiabe, da leggere ogni volta che se ne presenta l’occasione, non solo prima della nanna,  sono il tipo di lettura più gradita dai bambini ed anche la più utile per la loro crescita. 

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Antonella Liccardi, neuropsichiatra infantile, che sceglie e scrive le fiabe di Tadà, app di fiabe animate disegnate a mano, senza distrattori visuo-percettivi. Tadà nasce proprio per sostenere insegnanti, genitori e terapisti nella lettura di qualità.

La scelta di dedicare una sezione di Tadà non a generici racconti per bambini ma alle favole classiche nasce dalla profonda convinzione che le favole aiutano i bambini a crescere sul piano emotivo, affettivo e cognitivo. Albert Einstein diceva: “ Se vuoi che i tuoi figli siano intelligenti, leggi loro delle fiabe. Se vuoi che siano più intelligenti leggi loro più fiabe. Sono i bambini con le loro reazioni , emozioni, commenti, considerazioni che ci fanno capire come sono importanti le favole per la loro crescita” spiega la dottoressa Liccardi.

Fiabe per bambini: tutti i benefici

Perchè le fiabe sono così importanti per i bambini?

La maggior parte della letteratura per l’infanzia cerca di divertire o diventa un mezzo per insegnare qualcosa al bambino ( togliere il ciuccio, togliere il pannolino, non dormire nel lettone ecc )  ma aggiunge poco alla crescita del bambino perché non favorisce l’accesso ad un significato più profondo delle sue paure, preoccupazioni e angosce. 

Come cita Bruno Battleheim, “le situazioni fiabesche, rispettando la visione magica infantile delle cose, esorcizzano incubi inconsci, placano inquietudini, aiutano a superare insicurezze e crisi esistenziali, insegnano ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita. Una fiaba, rispetto ad un altro tipo di racconto, riesce sicuramente a catturare l’attenzione del bambino, sollecitare la sua curiosità, divertirlo ma deve anche stimolare la sua immaginazione, lo aiuta  a capire e dare un nome alle sue e alle altrui emozioni per diventare più empatico, parla delle sue paure e soprattutto gli suggerisce possibili soluzioni. 

E non importa se le fiabe sono antichissime e risalgono a migliaia di anni fa e noi viviamo nel 2023, esse parlano con un linguaggio universale di tutto ciò che i bambini temono: di essere abbandonati, di non essere amati, di perdersi, dei mostri, della morte, della paura di crescere. La fiaba permette un’educazione morale: apporta contributi psicologici grandi e positivi alla crescita interiore del bambino, perchè gli indica attraverso esempi riconoscibili e non astratti i vantaggi del comportamento morale.  

Per questo i bambini vogliono ascoltare una fiaba ogni sera?

Nella mia personale esperienza ho visto che i bambini, sia normotipo, che con disabilità motoria, con deficit intellettivi o linguistici, o relazionali, in definitiva tutti i bambini trovano le favole popolari più interessanti e accattivanti di qualunque altro racconto per l’infanzia. E’ anche interessante vedere come ogni bambino, a seconda della sua fase di sviluppo, cerca quella particolare favola e la vuole ascoltare, ascoltare e ascoltare fino a quando non ne sente più il bisogno. 

Abbiamo avuto in terapia un bambino che ha richiesto la favola di Cappuccetto Rosso per un lungo periodo pur avendo una paura folle del lupo. F. arrivava e tutte le volte e chiedeva di ascoltare la favola. Inizialmente ascoltava la favola allontanandosi dalla scrivania, poi nascondendosi sotto il tavolo, poi tappandosi le orecchie e chiudendo gli occhi fino a quando è riuscito ad ascoltarla senza più avere paura. Per lui è stata una grande conquista l’aver superato la paura del lupo. 

Fiabe da leggere: come sceglierle?

Le fiabe da leggere sono tutte o è meglio evitarne alcune?

F ci ha insegnato che spesso sono i grandi che operano delle censure su alcune favole o su alcuni passaggi di una favola perché temono che il bambino si spaventi. Non tengono in debita considerazione le risorse che ha il bambino per affrontare, gestire e superare certe paure. Bisognerebbe rifletterci su: anche se un libro sembra a noi adulti cattivo, non è detto che sarà  necessariamente cattivo per un bambino. I bambini non hanno le nostre stesse percezioni e il nostro stesso modo di pensare. Tutti abbiamo sperimentato che nel rileggere un libro già letto ci colpiscono parti che ad una prima lettura non avevamo neppure notato. Perché? Perché siamo in una fase diversa della vita e quel passaggio del libro ora ha una risonanza diversa in noi perché siamo noi che siamo diversi. La stessa cosa accade ai bambini. Solo perchè trovano la loro felicità in una storia che non ci piace, non significa che diventeranno dei mostri. Nella versione di Tadà de I Tre Porcellini, per esempio, abbiamo aggiunto un lupo scorreggione che distrugge le capanne con una scorreggia. Un espediente che fa sì che durante l’ascolto i bambini si divertano e continuino a prestare attenzione.  Non c’è bisogno di preoccuparsi o di censurare nulla, quando si tratta di fiabe. (scarica Tadà e guarda la divertente fiaba con il Lupo Scorreggione insieme al tuo bambino)

Le fiabe non mettono tutti d’accordo, ci sono fiabe che spesso vengono evitate in tenera età.

Sì, è quello che è accaduto con una favola molto utilizzata in Francia , “La poupoune e Gram-Groum”, che ha aperto una lunga discussione per stabilire se fosse giusto o meno proporla ai bambini. Questa storia peraltro è stata molto utilizzata da Bernard Aucouturier nella sua pratica terapeutica ed educativa psicomotoria ed è una delle storie che verranno modificate e trasformate in simboli per arricchire la biblioteca di Tadà.

Forse l’importanza delle fiabe nello sviluppo del bambino potrebbe essere riassunta in una bellissima considerazione di B. Bettelheim: “ Dante o Kant per una quantità straordinaria di studenti rimangono circoscritti da un profondo  silenzio per tutta la vita e man mano sbiadiscono  nel tempo cedendo alle nuove esperienze, mentre non possiamo dire altrettanto delle fiabe. Esse permangono, sono ricordate, rivisitate e raccontate….”

Perché tutti ricordano le favole ascoltate da bambini e pochi ricordano Dante o Kant? Perchè  le fiabe hanno lasciato un segno in tutti noi da bambini, ci hanno accompagnato sera dopo sera in quello che per un bambino è un momento emotivamente intenso, l’addormentamento, in cui il bambino sperimenta la separazione dagli adulti. Ricordiamo le fiabe perchè sono un ricordo, una routine condivisa con la mamma, il papà, i nonni. Le ricordiamo e dovremmo leggerle ai nostri figli perchè danno speranza attraverso l’identificazione con i personaggi: il male, i cattivi esistono, ma c’è una soluzione. 

Leggi anche l’articolo su I tre Porcellini. Lo sapevi? Per ogni fiaba in app abbiamo creato un gioco di società educativo con i personaggi. A I Tre Porcellini è abbinato il divertente gioco di carte de Il Lupo Scorreggione. Acquista il gioco con il codice tadagiochi15. 

 

 

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